ODE ALL’OLIO

ODE
ALL'OLIO
coproduzione CRT Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Sanpapié.
In collaborazione con Elektromove Visual
and Performing Art.
Gdc 9,8_9 ODE
ALL'OLIO
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ODE ALL’OLIO
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ideazione, coreografia e interpretazione di
Lara Guidetti e Marco De Meo
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animazioni video originali di
Francesco Collinelli
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musiche originali di
Marcello Gori

« Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dei e uomini,
e andrò a liberarmi sugli alberi?»

Gdc 9,8-9

DEBUTTO/ESIBIZIONI
RASSEGNA STAMPA

CAST &
CREDITS

costumi di Giovanni Motta

disegno luci di Marco Mosca e Luca Grimaldi

con estratti e rielaborazioni dall’adhān della tradizione araba, da Antoine Forqueray e Diamanda Galás

editing video Andrea Bianchi

immagini originali Constantinos Thersippos Karentzos

con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Settore Spettacolo e NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2015

 

Sinossi

IDENTITÀ 2.0

Le prime tracce della coltivazione dell’olivo risalgono alle civiltà mesopotamica ed egizia, dove è accertata la diffusione dell’olio nei suoi quattro fondamentali campi d’applicazione: la gastronomia, la medicina, la cosmetica e la luce artificiale. Da allora l’olio accompagna l’uomo in ognuno di questi ambiti, un compagno millenario la cui presenza costante non è mai venuta meno. L’antico testamento eleva poi l’olio a tramite religioso tra il mondo terreno e quello divino, l’elemento tangibile in grado di rappresentare l’accadimento sacrale nella realtà profana; ancora oggi l’olio rimane il tratto distintivo comune delle tre grandi religioni monoteiste.

La natura ha creato l’olivo auto-fertile ma l’olio di per sé è assente in natura: è l’uomo a spremere il frutto dell’olivo fino a distillarne l’essenza. L’olio nasce quindi dalla tensione umana a piegare la natura ai propri usi e alle proprie necessità: olio che nutre il corpo e lo spirito, olio da toccare, da spalmare, per scaldare, per profumare. L’olivo e l’uomo si accompagnano da sempre: da un lato l’umanità ha eletto l’albero secolare a proprio simbolo di pace ed eccellenza, dall’altro l’uomo ne spreme il frutto per ottenere l’olio, sintesi di tutte le proprietà vitali generate dal processo di maturazione. La goccia d’olio diviene metafora della fusione tra il maschile e il femminile, tra il sé medesimo e la natura, tra la materia che si trasforma da solida in liquida. In Ode all’olio danza, video e musica si fondono per tracciare un percorso visionario intriso di umanità e a tratti pittorico, dove l’olio emerge come liquido e muto testimone dell’eterna tensione dell’uomo, essere incompleto, verso la conoscenza assoluta, la sintesi perfetta, la ricongiunzione delle parti.

LE SEZIONI DELLO SPETTACOLO

QUADRO BIANCO | Il Fiore
I fiori dell’Ulivo possono essere di due tipi: Perfetti o Auto-fertili, in grado di auto-riprodursi essendo in possesso sia degli organi maschili che di quelli femminili e Imperfetti Maschili in quanto dotati anch’essi di polline. Non esistono fiori imperfetti femminili. La particolarità dell’olivo sono i suoi Sistemi Vascolari Indipendenti che, sotto forma di cordoni, collegano ciascuno dei rami principali alle radici corrispondenti, generando tronchi contorti e irregolari, solcati da profondi canali che rendono scultorea la sua forma attraverso il tempo.

QUADRO VERDE | L’umano
L’essere umano può essere di due tipi: Imperfetto maschile o Imperfetto femminile. Non esistono esseri auto-fertili o perfetti. La particolarità dell’uomo è la tensione a spremere la natura, i suoi simili e sé stesso alla ricerca di un unità che non possiede in sé. L’olio è il veicolo tra l’umano e il divino attraverso la storia.

QUADRO NERO | La goccia
La goccia racchiude in sé l’essenza dell’olivo, l’oro liquido che sintetizza il processo e trasforma lo stato della materia nell’unità dell’essenza, diventando segno.
La goccia essenziale che profuma, nutre, cura e illumina l’umano.