MI SONO PERSO A MILANO

MI SONO PERSO
A MILANO
PRODUZIONE Sanpapié ”Noi mentre lo facciamo proviamo un grande piacere,
e sarebbe fantastico se fosse così anche per voi.”
Marcello Gori MI SONO PERSO
A MILANO
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MI SONO PERSO A MILANO

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ideazione, drammaturgia e interpretazione di  
Marcello Gori e Matteo Poli

 

«Ho iniziato a suonare quasi per caso, perché mi sembrava giusto provarci, visto che della musica ho la passione da sempre. E in questi anni, devo essere sincero, ho avuto da questo lavoro tantissime soddisfazioni. Ma quando sono uscite da me queste canzoni, ho avuto per la prima volta la sensazione molto precisa di aver fatto, senza averlo previsto, qualcosa di veramente bello e sensato. Questo spettacolo è il tentativo di fare i conti con me stesso a partire da quelle canzoni.»
Marcello Gori

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RASSEGNA STAMPA

Sinossi

IDENTITÀ 2.0

Nel 2012, il musicista della compagnia scrive, senza averle preventivate, cinque canzoni che parlano – direttamente o meno – di quanto sia difficile restare in contatto con se stessi e le proprie aspirazioni vivendo una vita precaria e fatalmente scentrata come quella del teatrante.
Ma la precarietà non affligge solo i teatranti, e Milano, la città in cui questa storia si svolge, è un luogo perfetto per perdersi: così grande, inafferrabile e altezzosa. Da qui l’idea di costruire intorno a quelle canzoni uno spettacolo – a metà strada fra il teatro-canzone e una seduta di autoanalisi – che ha lo scopo di aiutare il protagonista a ritrovare o (chissà?) trovare per la prima volta un plausibile se stesso.

In bilico tra slanci d’ironia, vette di disperato entusiasmo e abissi di autocommiserazione, Marvellouz, musicista per caso poco avvezzo alle luci della ribalta, e Matteo, insegnante con la passione per la scena, ci conducono nel loro mondo magico fatto di musica, beat e parole, tra canzone d’autore ed elettronica, intimismo e performance. Un viaggio nel mare di speranze, contraddizioni e disinganni in cui tutti nuotiamo. Mentre procediamo, a volte arrancando, altre volte lanciati a mille all’ora, verso la nostra conquista più importante: capire il senso della nostra vita.
Con questo lavoro la compagnia sperimenta e apre per la prima volta a un genere diverso dal teatrodanza.