LEI

LEI

uno spettacolo di
Marcello Gori e Lara Guidetti

coreografia e interpretazione di
Lara Guidetti

drammaturgia e musiche di
Marcello Gori

 

con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Settore Spettacolo e il sostegno di Caljka Teatro d’Avanguardia Popolare

Esteriormente siamo solo una mela fra le altre.
Interiormente siamo l’albero. 

Alan Watts

DEBUTTO/ESIBIZIONI
RASSEGNA STAMPA

CHI è
LEI

IDENTITÀ 2.0

Una donna, a metà di un’età di mezzo, alla ricerca di qualcosa di autentico. Nella ricerca arranca, si attorciglia, impara a camminare, si traveste, si trasforma, sorride. E’ immobile, frenetica, impotente, formale, normale. Per riuscire ad assomigliarsi davvero si spinge a uscire da sé, dal fardello dei giorni e delle ore che si trascina dietro. Nel tentativo di ricollegarsi all’intuito perduto, alle proprie radici, all’eterno femminino che sonnecchia dentro ogni donna, alla lupa che come un’ombra la segue dalla notte dei tempi.

Ad accompagnarla in contrappunto, Lui, che la studia, la provoca, cerca di capirne il viaggio compiendo il proprio e ricordandole quanto in lei ci sia qualcosa di ogni altra lei, di ogni altro tempo e ogni altro spazio. E che l’unica strada per ritrovarsi è cominciare a considerarsi interi, in connessione con il flusso pulsante della vita: creature fragili e insieme potenti che custodiscono il mistero dell’esistere.

DA DOVE NASCE? Lei nasce dalla (ri)lettura di alcuni testi antropologici e filosofici, in particolare Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estes e Natura uomo donna di Alan W. Watts, e riscopre al tempo stesso una ricerca familiare per ricollegare questa “lei” ad altre “lei” che l’hanno effettivamente preceduta.

In Lei la danza si confronta con la narrazione e il gioco teatrale, con la trasformazione e il personaggio, l’azione, l’immagine rappresentativa, il simbolo. Il movimento esprime così una comunicazione chiara e diretta, dove la quotidianità del corpo nei suoi modi usuali e condivisi procede verso l’archetipo, e il gesto teatrale e la maschera si sublimano nel movimento astratto.

Il risultato è uno spazio scenico spoglio, abitato solo da un corpo femminile e da un materasso, nel quale si attraversano, oltre ad immagini concrete e quotidiane, riferimenti a figure mitologiche o divine, personaggi di fiabe o leggende, archetipi.

Sanpapié torna alle origini, a inseguire quella dimensione narrativa più intima e raccolta che tanto ha esplorato, presentando un assolo per corpo di donna il cui cuore sta nel dialogo continuo tra coreografia, drammaturgia e musica e nel profondo rapporto con gli oggetti e i simboli nella loro potenza evocativa.