A[1]BIT

A[1]BIT

coreografia di
Lara Guidetti

drammaturgia di
Marcello Gori

La città si muove.

DEBUTTO/ESIBIZIONI

CAST &
CREDITS

con Fabrizio Calanna, Sofia Casprini, Lara Guidetti, Matteo Sacco, Lara Viscuso e i danzatori di DanceHauspiù Alessandro Leli, Giovanni Leone, Miriana Possidente, Simona Semeraro, Alessia Smorta, Claudia Tiziani e Chetan Chauhan

grafica e foto di Stefania Grippaldi e Pierluigi De Astis – IdeasFly

Sinossi

IDENTITÀ 2.0

Il progetto nasce dall’invito di Carlo Boccadoro e dell’ensemble Sentieri Selvaggi a creare un’opera coreografica sulla singolare 1 Bit Symphony del compositore e artista visivo newyorkese Tristan Perich, una collaborazione che si arricchisce dalla partecipazione al progetto di alcune tra le più attente realtà di promozione della danza contemporanea a Milano: Festival MilanOltre, Festival Exister, DanceHauspiù.

Ogni movimento della sinfonia prenderà vita in un punto diverso della città in un percorso biennale a tappe, in cui Milano diventerà scenario di incursioni danzate fino alla composizione finale in programma nel 2019 al Festival MilanOltre.

LA SINFONIA
Il lavoro di Perich è ispirato alla semplicità estetica della matematica, della fisica e del codice. Le sue composizioni sono state definite “una riunione austera di elettronica e organica” e la sua 1 Bit Symphony è stata, nel 2009, il primo album mai rilasciato sotto forma di microchip, in grado di riprodurre l’intera composizione. Si tratta di un piccolo circuito, grande come l’unghia di un dito mignolo, alloggiato nella custodia in plastica di un cd, che letteralmente esegue la musica come farebbe un ensemble di musicisti; semplicemente, per azionarlo è sufficiente un piccolo interruttore, e l’uscita avviene attraverso un minijack per cuffie situato a lato della custodia stessa.

Si tratta di una vera e propria sinfonia, con temi, variazioni e voci diverse che emergono per poi scomparire, in un continuum di 5 movimenti dalle influenze musicali più disparate: da Steve Reich a Philip Glass, dall’ultimo Beethoven a Richard Strauss, fino al mondo sonoro dei primi videogame della Nintendo.

Nella teoria dell’informazione, il bit è l’unità di misura fondamentale, ovvero la quantità di informazione minima necessaria a discernere tra due possibili eventi equiprobabili all’interno del sistema numerico binario: quello, per intenderci, usato da tutti i nostri telefoni e pc. È un’unità semplice ma dalle infinite possibilità combinatorie e compositive; nella musica elettronica, il numero di bit rappresenta anche la profondità (risoluzione) del campionamento, dunque la composizione di Perich ha sonorità assolutamente peculiari, la cui definizione è di molto inferiore, ad esempio, alla musica dei videogame (tradizionalmente ad 8 bit). Se la si ascolta in cuffia, in una dimensione individuale e raccolta, è possibile cogliere numerosi dettagli, mentre se la si ascolta diffusa da un impianto, assomiglia di più ad un rumore dagli andamenti sfocati.

La musica di Perich fornisce il puntuale corrispettivo musicale della città, organismo vivo e non solo contenitore di informazioni – in cui centro e periferia comunicano; così la ricerca fisica e coreografica indaga, in stretta connessione con la composizione musicale e l’immagine della metropoli che abita e abiterà, le possibilità combinatorie del movimento, come fosse una particella fisica da analizzare nel suo comportamento in relazione ai suoi interlocutori più basilari, come la direzione, il ritmo, la dimensione, le caratteristiche individuali e d’insieme;